Corriere della Sera
Milano, 10 gennaio 2005
Europa Uomo, una lobby per "stimolare" i politici
Nata nel 2002, si batte per la prevenzione e il miglioramento delle terapie. Fa parte di un circuito esteso ad altri Paesi.
Un gruppo di pazienti colpiti dal tumore alla prostata decide di fare "lobby" per chiedere alle istituzioni una prevenzione più incisiva e un'assistenza migliore. Così nasce Europa Uomo Italia, sul modello di Europa Donna, un'analoga associazione che da anni si batte con l'obiettivo di stimolare i responsabili delle politiche sanitarie ad adottare provvedimenti sempre più efficaci per combattere, in questo caso, il tumore al seno.
Europa Uomo ha mosso i primi passi nel 2002, grazie all' "impulso" di Umberto Veronesi, direttore scientifico dell' Istituto Europeo di Oncologia a Milano, e di Alberto Costa, direttore della European School of Oncology, con l'appoggio della Lega Italiana per la lotta contro i Tumori. Oggi Europa Uomo è una realtà affidata alla presidenza di un ex-paziente particolare, il professor Fabio Sereni, già direttore per trent'anni della clinica di Pediatria e Neonatologia all'Università degli Studi di Milano, che sottolinea: "Non è in qualità di medico che ho accettato di presiedere il Forum italiano di Europa Uomo, ma solo come persona che circa dieci anni fa è stata curata per cancro alla prostata e oggi può considerarsi guarita".
Una persona, quindi, che sa bene quello che devono affrontare i circa 20mila italiani operati ogni anno per questo tumore, il più frequente nell'uomo (nell'Unione Europea vengono diagnosticati circa 150mila nuovi casi l'anno). Grazie a nuovi metodi diagnostici e a un'attenzione sempre maggiore, molti carcinomi prostatici oggi vengono scoperti in una fase iniziale, quando i trattamenti risultano più efficaci e meno invasivi. E questa - la necessità di una diagnosi sempre più precoce e affidabile - è anche la strada indicata dall'associazione, insieme alla necessità di diffondere informazioni aggiornate, sia fra il vasto pubblico che all'interno della comunità scientifica. "Siamo un'associazione di pazienti - ribadisce Sereni - ma intendiamo collaborare strettamente con tutti coloro che si occupano della cura e della diagnosi del tumore della prostata, primi fra tutti gli urologi".
Così, chi si associa (con un contributo annuale minimo di 10 euro) riceve la rivista semestrale di Europa Uomo e ha la possibilità di partecipare gratuitamente a diversi corsi di prevenzione, il prossimo dei quali si terrà all'ospedale Galliera di Genova, il 18 e il 19 febbraio. L'associazione organizzerà poi per i propri iscritti una serie di lezioni di aggiornamento, sempre incentrate sugli "argomenti-chiave" come le strategie preventive e i più avanzati metodi di cura del carcinoma prostatico. Europa Uomo offre anche un servizio di informazioni telefoniche (tramite la segreteria, dal lunedì al venerdì, negli orari d'ufficio), ma di carattere generale, non medico: per esempio, sui controlli preventivi da eseguire, e dove. Questo servizio nei prossimi mesi verrà ampliato, e nella sede centrale dell'associazione sarà presente anche un esperto, che risponderà alle domande di carattere strettamente oncologico.
"È molto importante - dicono i fondatori di Europa Uomo - che in Italia, come già in altre nazioni europee, esistano associazioni di pazienti in grado di fare pressione (in senso buono...) sui responsabili della politica sanitaria. E allo stesso modo è importante che le associazioni nazionali si ritrovino unite in una federazione europea, in grado di esercitare un'azione concordata a livello delle istituzioni comunitarie". Europa Uomo Italia sarà rappresentativa del nostro Paese in ambito europeo, come Forum Italiano (cioè come "raccoglitore" delle richieste che arriveranno anche da altre associazioni collegate). "Non vogliamo occuparci direttamente di ricerca o assistenza - ribadisce il professor Sereni. - Sono i politici che devono farlo, ma noi chiediamo a loro il massimo. Quindi non solo chirurgia, ad esempio, ma anche radioterapia e brachiterapia (l'inserimento di "semi" radioattivi nella prostata, n.d.r.). E, naturalmente, campagne di informazione per il pubblico, per una diagnosi precoce".
Vera Martinella
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