Più generosità, meno tasse: una legge che fa piacere
Il nostro Paese è sempre stato considerato "avaro" nei confronti dei propri
cittadini che intendono contribuire a sostegno degli Enti del terzo settore
operanti in campi di utilità sociale. Infatti, altre Nazioni, gli Stati Uniti in
primis, tramite opportuni meccanismi di risparmio fiscale, hanno da sempre
incentivato le donazioni, permettendo alle organizzazioni destinatarie un flusso
di finanzia menti proporzionalmente superiore a quello sperimentato in Italia.
L'articolo limita il proprio esame agli aspetti legati alle erogazioni in favore
delle O.N.L.U.S., come la nostra Associazione, prescindendo dalle misure che
interessano operatori di altro tipo.
Fino al 2004, l'unica forma di incentivo fiscale esistente era rappresentata
dalla possibilità di detrarre:
- per le persone fisiche, un importo massimo pari al 19% di euro 2065,83 dall'imposta dovuta;
- per le imprese, un importo massimo pari a euro 2065,83, o al 2% del reddito d'impresa, dall'imponibile.
Dal 2005, lo scenario è stato modificato in maniera sostanziale ed in termini
decisamente migliorativi. Infatti, pur persistendo la possibilità
precedentemente illustrata, con l'entrata in vigore del decreto legge n° 35 del
14 marzo 2005 (convertito in legge il 14 maggio 2005 con il n° 80) i
contribuenti - persone fisiche o giuridiche - che effettuano erogazioni liberali
a favore di categorie di enti di particolare rilevanza sociale (tra le quali le
O.N.L.U.S.) possono usufruire di agevolazioni fiscali da far valere nella
dichiarazione dei redditi come "deduzione" dal reddito imponibile. È bene
infatti ricordare che, nel linguaggio fiscale, la differenza tra detrazione e
deduzione è di natura sostanziale. Infatti, mentre (con la detrazione) gli oneri
detraibili incidono (in percentuale) direttamente sull'imposta lorda, riducendo
di fatto l'imposta dovuta, gli oneri deducibili (con la deduzione) sono esborsi
(o spese) che vanno portate in diminuzione del reddito complessivo sul quale
calcolare l'imposta dovuta.
Per effetto del suddetto decreto, a partire dal 17 marzo 2005 le persone fisiche
(contribuenti I.R.P.E.F.) e gli enti soggetti all'I.R.E.S., in particolare
società ed enti commerciali e non commerciali, possono dedurre dal reddito
complessivo, in sede di dichiarazione dei redditi, le liberalità in denaro o in
natura erogate a favore delle O.N.L.U.S., nel limite del 10% del reddito
dichiarato e comunque nella misura massima di euro 70.000 annui. Tutte le
erogazioni liberali in denaro devono essere effettuate tramite banca, ufficio
postale, assegni. Ma non basta!
La legge finanziaria (Legge 23/12/ 2005 n° 266) ha previsto per l'anno 2006, a
titolo sperimentale, la destinazione in base alla scelta del contribuente di una
quota pari al 5 per mille dell'I.R.P.E.F. a finalità di sostegno di una serie di
attività di utilità sociale e comunque delle O.N.L.U.S.
La nostra Associazione ha già provveduto a svolgere le formalità richieste per
essere iscritta nell'elenco dei soggetti destinatari del provvedimento e
partecipare al riparto della quota del 5 per mille e pertanto tutti coloro -
associati e non - che desiderassero dare impulso all'attività del nostro Ente
potranno, in sede di dichiarazione annuale dei redditi 2005 (C.U.D./06, 730/06 e
Unico 06), compilare la "Scheda per la scelta della destinazione del cinque per
mille dell'IRPEF" firmando nella casella "Sostegno del volontariato, delle
organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di
promozione sociale e di altre fondazioni e associazioni riconosciute (articolo 1,
comma 337, lettera a) Legge n° 266/05)" e indicando il codice fiscale della
nostra Associazione:
9 7 3 1 6 2 6 0 1 5 3
Siamo sicuri che tutti i nostri Associati sapranno cogliere l'importanza che
le norme illustrate rivestono per la nostra organizzazione in termini di
possibilità di reperimento dei fondi da impiegare nello sviluppo delle attività
istituzionali.
Confidiamo quindi che ognuno possa esprimere con convinzione la propria volontà
di sostegno sia attraverso contributi diretti oltre alla quota sociale, sia,
soprattutto, compilando in favore di Europa Uomo Italia Onlus il proprio modello
di destinazione del 5 per mille e, chissà, convincendo altre persone a fare
altrettanto.
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