Luca Giurato intervista il Dottor Riccardo Valdagni, direttore del Programma Prostata dell'Istituto Nazionale Tumori di Milano e il Professor Fabio Sereni Presidente d'Europa Uomo. Filmato per UNO MATTINA Rai 1, 3 aprile 2006 Trascrizione dei dialoghi LUCA GIURATO: Allora coi due illustri ospiti che abbiamo qua parliamo di tutt'altro argomento, l'avete gia' visto inquadrato: CONTROLLA LA PROSTATA. E' uno spazio che avra' un seguito. Presento con grande piacere il Professor Riccardo Valdagni che e' direttore del Programma Prostata dell'Istituto Nazionale Tumori di Milano e il Professor Fabio Sereni Presidente d'Europa Uomo. Senta, Dottor Valdagni, come mai questa raccomandazione così perentoria: controlla la prostata? RICCARDO VALDAGNI: Perche' si parla troppo poco ancora di tumore alla prostata. Il tumore alla prostata e' il tumore più frequente nel mondo occidentale, nel maschio occidentale,lo e' anche in Italia. Ho commissionato l'anno scorso all'Epidemiologia dell'Istituto dei Tumori in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanita' uno studio per conoscere i dati sull'incidenza, il numero di tumori alla prostata in Italia: nel 2005 sono stati 44.000. Lei pensi, 120 persone al giorno ricevono una diagnosi di tumore alla prostata. 177.000 persone hanno superato il tumore alla prostata, hanno un tumore alla prostata guarito o convivono con un tumore alla prostata nel 2005. Quindi il problema colpisce un'ampia fascia di popolazione, ma non e' tutto: l'importante e' parlarne anche perche' non si parla a sufficienza di fattori di rischio. LUCA GIURATO: Ce li dica. RICCARDO VALDAGNI: I fattori di rischio. Innanzitutto l'eta' del paziente. Il 75% dei tumori viene diagnosticato nella fascia d'eta' sopra i 65 anni ma non e' raro nella fascia tra i 50 e i 60 anni. La familiarita'. Chi ha avuto un parente di primo grado, padre o fratello con un tumore alla prostata, ha circa 2 o 3 volte un rischio maggiore rispetto a chi non l'ha avuto. Questo rischio diventa 5 volte se i parenti sono due in famiglia. E, ancora, gli stili di vita. La dieta ricca, ricca in generale, ma soprattutto di latticini, la vita sedentaria. Ma ancora, non si parla a sufficienza della complessita' delle strategie terapeutiche che ci sono nel tumore alla prostata. E, infine, non si parla ancora a sufficienza degli effetti collaterali delle terapie. LUCA GIURATO: Che cosa sono, che cosa significa? RICCARDO VALDAGNI: Il prezzo che paga - fra virgolette - il paziente dopo le terapie, cioe' di quegli effetti che residuano dopo il trattamento, che possono essere disturbi al retto, disturbi alla funzione sessuale, disturbi di funzione urinaria. Anche questi temi sono ancora non sufficientemente affrontati. LUCA GIURATO: E noi li affronteremo e anche per questo motivo chiediamo al Professor Sereni, presidente di Europa Uomo, che cosa e' Europa Uomo? FABIO SERENI: Europa Uomo e' nato, io direi, sulla scia di Europa Donna. Europa Donna, come molti sapranno probabilmente, e' un'associazione di donne per la prevenzione e la migliore cura del cancro al seno. Europa Uomo e' un'associazione di uomini, di malati soprattutto, nata per la prevenzione e la migliore cura del cancro della prostata. LUCA GIURATO: Informare, quindi, per aiutare a scegliere la soluzione migliore, professore? FABIO SERENI: Certo, come ha gia' detto il Dottor Valdagni vi sono diverse soluzioni terapeutiche per il tumore della prostata ed Europa Uomo, come associazione di pazienti, vuole soprattutto che il malato sia cosciente delle varie possibilita' e possa scegliere, diciamo così, in maniera indipendente e nel migliore dei modi. LUCA GIURATO: Dottor Valdagni, cura multidisciplinare e nello stesso tempo molto personalizzata: sono due parole un po' complicate. Ci spieghi lei con maggiore chiarezza. RICCARDO VALDAGNI: In poche parole intendiamo questo: la strategia terapeutica del tumore alla prostata e' molto complessa, coinvolge molti specialisti.Faccio un esempio. Un tumore localizzato della prostata può essere trattato con chirurgia, con radioterapia, con brachiterapia, se e' più avanzato con farmaci o chemioterapia, gia' quattro persone interessate: radioterapista, urologo, brachiterapista, oncologo medico. Ma se guardiamo il problema da un punto di vista generale, cioe' dopo la terapia, può essere necessario il riabilitatore, l'andrologo e altri specialisti. LUCA GIURATO: Si fermi qui. Il tempo a nostra disposizione e' terminato. Riprenderemo il discorso venerdì prossimo.