Luca Giurato intervista il Dottor Massimo Maffezzini, primario della Divisione di Urologia degli Ospedali Galliera di Genova. Filmato per UNO MATTINA Rai 1, 6 aprile 2006 Trascrizione dei dialoghi Luca Giurato: “Allora, lo sapete, tutta questa settimana, questo spazio che sta arrivando è dedicato alla prevenzione del tumore della prostata. Oggi abbiamo il grande piacere di avere in Studio il Dottor Massimo Maffezzini - buongiorno caro dottore - primario della Divisione di Urologia degli Ospedali Galliera di Genova. Benvenuto caro dottore. Ricordiamo brevemente le ragioni di questo appello, di questo fatto che dedichiamo questo spazio alla prevenzione e poi entriamo in particolari molto importanti con il nostro amico dottore.” Massimo Maffezzini: “Buongiorno: il motivo fondamentale è che c’è poca informazione intorno alla prostata. È un organo che è un po’ considerato “la Cenerentola” del nostro corpo. È un organo la cui funzione è finalizzata alla riproduzione e non ha funzioni vitali, per cui anche la sua asportazione non comporta conseguenze. Uno dei motivi per cui c’è poca informazione è anche dovuto alla sua collocazione anatomica: come vi vede nel grafico, è al di sotto della vescica e al davanti del retto ed è attraversata dal tubicino che conduce le urine dalla vescica verso l’esterno. Come tutti gli organi può dare luogo a malattie di tipo infiammatorio, come c’è la polmonite c’è anche la prostatite, ma per fortuna oggi è raro. Le malattie più frequenti sono quelle della cosiddetta prostata dell’anziano, che determina un’interferenza con lo svuotamento della vescica e una malattia molto temuta che è il carcinoma della prostata, anche se, pur molto temuta, una volta conosciuta, ha delle soluzioni.” Luca Giurato: “Certamente. Allora, io con lei vorrei affrontare oggi la convivenza paziente-malattia. A lei dottore.” Massimo Maffezzini: “Innanzitutto, nella fascia di età in cui la diagnosi è più frequente, che di solito è al di sopra dei 60 anni, una parte della popolazione ha la necessità di convivere con una malattia per la quale prende anche dei farmaci. Le malattie più frequenti sono le malattie cardiovascolari, è la prima causa di mortalità, è molto comune che un uomo in quella fascia d’età debba assumere dei farmaci. Nell’ambito delle malattie croniche anche come altre, il diabete, le malattie neurologiche, il morbo di Parkinson, anche il carcinoma della prostata ha la sua collocazione e va visto in quest’ottica.” Luca Giurato: “Ecco, l’aspettativa di vita per questi ammalati, di cui lei parla così bene, lo sappiamo, si è molto allungata. Questa circostanza importantissima li aiuta a reagire meglio, a curarsi meglio a curarsi bene? Ci spieghi un po’, caro dottore.” Massimo Maffezzini: “Sicuramente l’aspettativa di vita è cresciuta in termini generali, abbiamo guadagnato circa 15 o 20 anni in un secolo” Luca Giurato: “15 o 20 anni?” Massimo Maffezzini: “Si, alla fine dell’Ottocento difficilmente si superavano i 60-65 anni, oggi le tabelle di aspettativa di vita media raggiungono gli 84 anni per un maschio in Italia o nel mondo occidentale. Gli strumenti che hanno permesso di arrivare fino qui sono molteplici, riguardano, ovviamente, anche il settore della medicina, la diagnosi e di riflesso anche la terapia. I farmaci sono lo strumento che ha permesso di raggiungere questo.” Luca Giurato: “Le terapie, non solo per quello che lei sta spiegando, ma per tante altre malattie salvano spesso - e per fortuna - la vita, ma ci sono purtroppo gli effetti collaterali. Ce ne parl, dottore.” Massimo Maffezzini: “Qualsiasi cura, in termini generali, dall’intervento chirurgico alla radioterapia e anche la terapia farmacologica ha degli effetti collaterali.Una cosa fondamentale è l’informazione, cioè, capirli, conoscerli e poi ci sono delle strategie da adottare. Per esempio, alternare i farmaci che si usano oppure, una cosa che sta prendendo sempre più diffusione recentemenente, utilizzarli in modo intermittente, cioè, per i pazienti con malattia avanzata, una prospettiva molto conveniente dal punto di vista della qualità di vita è utilizzare il trattamento per alcuni periodi intervallati da periodi di assenza di trattamento.” Luca Giurato: “Una parola al volo sull’ormai mitico PSA.” Massimo Maffezzini: “Il PSA è uno strumento ottimo in fase di diagnosi, diventa uno strumento eccellente per misurare l’efficacia di una terapia, qualsiasi forma di terapia, ma questa efficacia viene piano piano persa nel corso del tempo. Nella maggior parte dei pazienti, prima o poi, presto o tardi, ci si deve aspettare che il comportamento del PSA non rifletta più con esattezza il comportamento biologico della malattia: perde un po’ la sua funzione di “sentinella”, tanto per capirci, e a noi medici dà poche informazioni, ai pazienti genera stress, per cui oltre un certo punto non serve più.” Luca Giurato: “Ricordiamo l’associazione Europa Uomo Italia Onlus. Il nostro Numero Verde, che la nostra regia ci dovrebbe mandare, e ci vediamo domani con altri ospiti graditissimi continuando questa nostra opera di informazione. Grazie infinite caro dottore.”