
Biopsia: l’unico esame
che conferma la diagnosi
La diagnosi definitiva si ottiene con la biopsia, cioè con il prelievo di piccoli frammenti di tessuto da analizzare al microscopio. Il referto istologico, successivo alla biopsia, chiarisce se c’è un tumore e il suo grado di sviluppo.
I campioni di tessuto della prostata vengono prelevati tramite un ago sottile che viene inserito attraverso la pelle tra lo scroto e l'ano (biopsia transperineale) oppure attraverso la parete del retto (biopsia transrettale).
Cosa aspettarsi (fastidio/dolore e sicurezza)
- L’esame si svolge in anestesia locale; in alcuni centri è possibile ricevere una sedazione leggera
- Ha una durata di circa 20-30 minuti
- Si avverte pressione o un breve fastidio al momento dei prelievi
- Dopo l’esame è possibile avvertire un leggero disagio o vedere tracce di sangue nelle urine, nello sperma o nelle feci per alcuni giorni
- Al rientro a casa è importante seguire le istruzioni del medico (idratazione, evitare sforzi intensi per 24–48 ore).

Ricorda:
oggi la biopsia è spesso guidata
dall’imaging (ecografia e/o RMmp).
Questo approccio permette di mirare
le aree sospette e, in molti casi,
di ridurre i prelievi inutili, concentrandosi
dove è più probabile trovare il tumore.





