È iniziato a Firenze il percorso di Europa Uomo nelle Regioni Italiane per promuovere diagnosi precoce e cure multidisciplinari: due obiettivi che in Toscana, regione all’avanguardia nella prevenzione e nel trattamento del tumore della prostata, possono presto essere raggiunti.
Europa Uomo ha iniziato oggi a Firenze, con il convegno “Il tumore della prostata in Toscana” un percorso nelle Regioni italiane per promuovere, attraverso il dialogo con le istituzioni e gli specialisti del territorio, lo sviluppo di programmi di screening e di centri multidisciplinari dedicati al tumore della prostata. L’evento, realizzato in collaborazione con l’Assessorato al Diritto alla Salute e alla Sanità della Regione Toscana e con il supporto non condizionato di Bayer, ha visto la partecipazione di una vasta rappresentanza di specialisti di diverse discipline provenienti da tutta la Regione, da Firenze a Grosseto, da Prato a Siena, a testimonianza dell’attenzione e dell’impegno che l’intera comunità scientifica toscana dedica alla gestione del tumore della prostata.
“È significativo che il nostro percorso di advocacy parta proprio dalla Toscana” ha dichiarato Claudio Talmelli, Presidente di Europa Uomo, “una regione all’avanguardia nella prevenzione e nella cura oncologica che non solo vanta una solida ed efficiente rete oncologica e una lunga esperienza negli screening, ma è stata anche la prima in Italia a riconoscere, attraverso una delibera, la necessità di istituire una rete di Prostate Cancer Unit”.
“E’ passato molto tempo da quando la Toscana definì l’opportunità di istituire delle Unit dedicate alla cura del tumore alla prostata, simili e parallele alle Unit per il tumore alla mammella” ha ricordato Gianni Amunni, referente scientifico Rete Oncologica Toscana; “questa scelta si basava sulla definizione di volumi minimi di casistica, sulla capacità tecnica dei professionisti che operavano, mettendo delle soglie di interventi che dovevano fare come primo operatore e, soprattutto sulla certezza di una effettiva multidisciplinarità. Questa impostazione ha una lunga storia nel sistema toscano e presenta tutta la propria totale attualità.”
Non mancano infatti in Toscana le eccellenze e gli esempi di best-practice nella diagnosi e nel trattamento del più diffuso tumore maschile, come è stato evidenziato da molti relatori. Primo tra tutti, il prestigioso incarico affidato dal Ministero della Salute all’ISPRO (Istituto per lo studio la prevenzione e la rete oncologica) di coordinare un progetto – illustrato da Giuseppe Gorini, responsabile ISPRO della Valutazione Screening – per verificare la fattibilità di un programma nazionale di screening del tumore della prostata, che offrirà finalmente a tutta la popolazione italiana a rischio l’accesso a un percorso gratuito e organizzato di diagnosi precoce.
Un esempio virtuoso di collaborazione tra diversi specialisti per migliorare la gestione del tumore della prostata è quello del Gruppo Interdisciplinare Uro-Oncologico della Toscana (GIOTTO), presieduto da Laura Doni, Dirigente Medico del Dipartimento Oncologico del Careggi . “Il nostro Gruppo ha l’obiettivo di uniformare le conoscenze e le competenze dei professionisti toscani occupati quotidianamente nel processo di cura dei pazienti affetti da carcinoma della prostata” ha commentato la Dottoressa, “garantendo in questo modo omogeneità e appropriatezza di trattamento e l’accesso alle terapie sperimentali disponibili sul territorio regionale".
“Nell’approccio al paziente con tumore prostatico e in generale con tumori dell’area urologica oggi è sempre più valido un gioco di squadra, in cui tanti e diversi attori collaborano per raggiungere l’obiettivo della cura del paziente”, ha aggiunto Lorenzo Masieri, Ordinario di Urologia all’Università di Firenze e Coordinatore del GOM Tumori urologici dell'ospedale Careggi: “questa si chiama multidisciplinarietà, ed è l’anima del nostro Gruppo Oncologico Multidisciplinare”.
“L’incontro di oggi ha dimostrato che le premesse perché la Regione Toscana continui nella strada intrapresa ci sono tutte: professionalità, impegno e spirito di collaborazione da parte di tutti gli specialisti intervenuti”, ha concluso Claudio Talmelli: “la parola ora spetta alla politica, affinché la rete toscana dei centri multidisciplinari per il tumore della prostata diventi presto realtà e rappresenti un modello virtuoso per tutte le regioni italiane. A questo scopo i contenuti emersi nel convegno saranno raccolti in una pubblicazione che verrà recapitata ai rappresentanti delle Istituzioni regionali.”





