Una possibilità di cura a lungo attesa nel nostro Paese è finalmente realtà. Ora le Regioni devono organizzarsi per garantire che tutti i pazienti eligibili possano accedere alla nuova terapia, come ha già più volte sottolineato AIOM.
A seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 3 marzo, la terapia con radioligandi Lutetium (177Lu) vipivotide tetraxetan, messa a punto da Novartis, è finalmente rimborsata dal Sistema sanitario nazionale per i pazienti affetti da tumore della prostata metastatico resistente alla terapia ormonale e positivo al PSMA. Si tratta del primo farmaco di questa classe ad aver ottenuto la rimborsabilità da AIFA, sulla base dei risultati dello studio clinico di fase III VISION: la nuova terapia riduce il rischio morte del 38% e il rischio di progressione del 60%, rispetto al miglior standard di cura attuale.
La terapia con radioligandi utilizza molecole radioattive per colpire specificamente le cellule tumorali. Nel caso del tumore della prostata, la terapia funziona sfruttando il PSMA (antigene di membrana specifico della prostata), una proteina che si trova in grande quantità sulla superficie delle cellule del tumore della prostata. Un ligando, cioè una molecola che si lega specificamente al PSMA, viene coniugato l’isotopo radioattivo Lutetium-177. Una volta somministrato al paziente, il ligando si lega alle cellule tumorali permettendo al radioisotopo di emettere radiazioni direttamente su di esse, riducendo al minimo i danni ai tessuti sani circostanti.
Lutetium (177Lu) vipivotide tetraxetan sarà disponibile nelle singole Regioni non appena sarà concluso l’iter regionale. Un iter che si prospetta eterogeneo, dal momento che i tempi che ciascuna Regione impiegherà per assicurare l'accesso di tutti i pazienti alla nuova terapia potranno variare in relazione all’organizzazione dei servizi di Medicina Nucleare del territorio. Di conseguenza, almeno inizialmente, la nuova terapia sarà disponibile solo in alcune Regioni e non in tutte le strutture.
«In questo caso, l’accesso alla nuova terapia non è dettato solamente, come accade per i farmaci ‘tradizionali’, dai tempi dell’autorizzazione all’impiego nella pratica clinica e della negoziazione del rimborso da parte del Servizio Sanitario Nazionale - commenta il Professor Massimo Di Maio, Ordinario presso il Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino, Presidente eletto AIOM e membro del Comitato Scientifico di Europa Uomo Italia - ma è condizionato dalla disponibilità del percorso clinico di selezione del paziente e di successiva somministrazione della terapia.»
«AIOM ha sottolineato più volte, ad esempio nella conferenza stampa del XXV Congresso Nazionale, nel novembre 2023, a cui ha partecipato anche l’AIMN, l’Associazione Italiana di Medicina Nucleare Imaging Molecolare e Terapia - prosegue il Prof. Di Maio - che la terapia con radioligandi necessita di un indispensabile adeguamento infrastrutturale, perché possa esserne garantita l’erogazione e perché questa strategia terapeutica diventi opportunità di cura accessibile in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.»
«È evidente che la terapia con radioligandi non può essere erogata da tutti gli ospedali, e per questo motivo è essenziale che i team multidisciplinari dei centri ‘periferici’ siano messi in condizione di lavorare quanto più possibile a stretto contatto con l’expertise centrale delle strutture che saranno in grado di prendere in carico i pazienti», conclude il Prof. Di Maio.
Europa Uomo, nella sua missione di tutela dei diritti dei pazienti con tumore della prostata, intende sottoporre questo problema all’attenzione delle istituzioni regionali e nazionali, affinché vengano prese le misure adeguate per garantire che tutti i pazienti che necessitano di questa terapia la possano ricevere indipendentemente dalla Regione di appartenenza e dalla struttura nella quale sono curati.





