La Rete oncologica e i Gruppi Oncologici Multidisciplinari sono i fiori all’occhiello della sanità regionale, che partecipa allo studio nazionale sullo screening del tumore della prostata e che sta mettendo a punto un PDTA specifico per questa patologia.
24 giugno – Il percorso di Europa Uomo nelle regioni italiane per promuovere screening e cure multidisciplinari in centri dedicati, in collaborazione con le istituzioni e gli specialisti del territorio, ha compiuto oggi la sua terza tappa a Bologna, con il convegno “Il tumore della prostata in Emilia-Romagna”: una regione che da sempre si distingue per le sue eccellenze nella ricerca, nella clinica e nell’organizzazione sanitaria e che ha quindi tutte le potenzialità per rispondere con azioni efficaci alle necessità dei pazienti affetti dal più diffuso tumore maschile.
Il convegno, realizzato in collaborazione con Motore Sanità e con il contributo non condizionato di Bayer, ha riunito i più autorevoli specialisti della regione che a vario titolo sono coinvolti nella gestione del tumore della prostata.
“L’Emilia-Romagna rappresenta un modello avanzato per la diagnosi e la cura del tumore prostatico, con un approccio centrato sul paziente e orientato al miglioramento continuo degli esiti clinici e della qualità della vita” ha sottolineato Alberto Bortolami, responsabile area qualità di cure, reti e percorsi presso la Direzione Generale Welfare regionale: “grazie alla nostra rete oncologica regionale, la seconda dopo quella lombarda per qualità delle prestazioni, i percorsi di cura vengono condivisi tra specialisti di diverse discipline e particolare attenzione viene data alla qualità della vita, con programmi di supporto psicologico, riabilitazione sessuale e urinaria, e presa in carico globale del paziente.”
“I due pilastri fondamentali per garantire una gestione efficace della patologia e una migliore qualità di vita dei pazienti sono l’implementazione di programmi di screening e l’istituzione di centri multidisciplinari dedicati” ha dichiarato il Presidente di Europa Uomo Claudio Talmelli: “l’Emilia-Romagna è una delle Regioni più virtuose in termini di efficienza e qualità dei servizi alla salute, con centri di cura e ricerca di eccellenza, come le Aziende Sanitarie di Reggio Emilia e di Modena che stanno già lavorando a progetti pilota di screening del tumore della prostata. Le premesse per un’evoluzione in questa direzione ci sono e siamo confidenti che la regione saprà rispondere con azioni concrete alle aspettative della sua popolazione maschile a rischio del più diffuso tumore tra gli uomini.”
“Oggi le terapie sono sempre meno invasive: per esempio la chirurgia robotica offre degenze minime, scarse complicanze e soprattutto una ripesa funzionale eccellente” ha commentato Riccardo Schiavina, Professore di Urologia e Direttore della Scuola di Specialità di Urologia all’Università di Bologna - IRCCS Policlinico Sant'Orsola: “tuttavia i migliori risultati sia oncologici che funzionali si ottengono solo se vengono trattati grandi volumi di pazienti per singolo centro, come accade nelle Prostate Cancer Unit, centri di riferimento dove anche i casi difficili possono essere inquadrati e trattati con l'ausilio di tutte le figure coinvolte e con un approccio alla ricerca sempre più innovativa”.
L’obiettivo della Regione Emilia-Romagna è appunto quello di garantire uniformità di accesso, qualità delle cure, governance e monitoraggio clinico e di ricerca. Con il prossimo PDTA regionale del tumore della prostata, che sarà pronto dopo l’estate, ogni aspetto del percorso del paziente con tumore della prostata sarà organizzato e normato. Attendiamo la presentazione di questo importante lavoro, che andrà a beneficio dei cittadini emiliano-romagnoli.
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