• Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ascensore per l’inferno. E ritorno

Un nostro associato, frequentatore del gruppo de “i Venerdì”, racconta il percorso “doloroso e incerto” dell’intervento chirurgico e del ritorno al confronto con il mondo.

Il protagonista del racconto che pubblichiamo è un frequentatore del gruppo di ascolto e condivisione de “i Venerdì” di Europa Uomo, associazione alla quale ha aderito nel 2023, dopo aver subito un intervento di prostatectomia con chirurgia robotica. “Ho voluto condividere questi pensieri”, spiega il nostro associato, “i pensieri che forse sono quelli di tutti coloro che come me hanno vissuto questo percorso doloroso e incerto, al solo fine di raccontare che c’è sempre un ritorno alla superficie, anche quando l’ascensore scende in profondità dove la luce stenta ad arrivare.”

« Ascensore per l'inferno: un rumore ritmico mi attenziona e mi pervade le orecchie martellandomele come un treno sui binari nella notte... ma non è un suono, è un pensiero assillante, un peso sul cuore che è diventato un macigno, ed io scendo e scendo, ancora e ancora, in un viaggio dal quale – certamente – non si torna come quando si è partiti…

Fino a quando il tremore dell'involucro non si affievolisce divenendo un suono impercettibile, e con esso anche le mie resistenze coscienti che lasciano il posto ad un fatalismo latente che mi sembra la forma più saggia di approccio mentale con l'idea di essere affetto da un adenocarcinoma prostatico poco tempo prima diagnosticatomi.

Resisto… aggirandomi in camice bianco tra i corridoi di questo mondo, sconosciuto e Iontano dal mio vissuto quotidiano, ma che sento complice, vedendo altre anime in pena. Ognuna, come me, ha la sua storia, che mi viene raccontata nel crepuscolo tiepido delle giornate corte, passate tra le corsie di ospedale a ricordare come sono finito in questa dimensione irreale che sembra non appartenermi e che invece oggi è diventata la mia nuova casa. Manca poco...

L'alba è giovane quando vengono a prendermi per portarmi in barella ancora più giù, dove gli unici suoni udibili sono le porte di ferro che mi si chiudono alle spalle e il ritmo accelerato del cuore, che sembra voler uscire dal petto mentre mi accorgo di essere solo con tutte le mie ansie di uomo fragile, e forse dietro le mie palpebre piove.

Poi guardo sgomento i miei apostoli che si arrovellano in interlocuzioni vacue sul posto da coprire il giorno dopo, oppure sulla gradita sostituzione del proprio turno lavorativo della prossima settimana e finalmente, chiudendo gli occhi per tentare di allontanarmi da Ioro, perdo coscienza dopo aver stretto forte… fortissimo… la mano dell’anestesista che mi guarda compiaciuta perché mi "trova in forma” e mi incoraggia a fare il prossimo viaggio… mentre chi mi è intorno usa il mio corpo come una tavola da imbandire che viene apparecchiata in un giorno di festa.

Poi il tempo rimane sospeso per qualche ora e mi risveglio nel silenzio assordante del mio Ietto, nella camera riservatami insieme a chi è con me in questa battaglia, senza avermi mai Iasciato un attimo, avendo vigilato sino in fondo… fino al momento del distacco.

Ma sono tornato. Chi sono adesso? Sono sempre quello di prima? Potrò essere chi sono stato fino a ieri? Potrò fare quello che facevo prima di entrare neII'ascensore? Sono mutilato un po’ nel corpo e più nelI'anima, ma sono ritornato al piano strada e adesso mi aspetta la salita… che sarà ripida e dolorosa…

Ma guardo Kitty e le sorrido… e Iei fa altrettanto e poi mi rimbocca le lenzuola perché vuole proteggere dalle intemperie dell'anima il padre dei suoi figli, superstite dalla recente burrasca… così chiudo gli occhi ma non mi addormento.

Penso a chi sono stato e a chi sarò da domani… se potrò ancora confrontarmi “con il mondo”, con quello esistente dall'altra parte della Iuna, oppure se abbasserò Io sguardo ogni volta per timore, pudore, vergogna di non essere più all'altezza. Ma ho portato a casa la pelle e questo conta di più di ogni cosa… Questo, alla fine, è quello che posso raccontare dell’ incubo che non avrei mai immaginato di vivere con tutto me stesso e che ancora - a distanza di più di un mese - mi Iascia stranito. »


Europa Uomo
ESO
Cancerworld
Europa Donna

logo Europa Uomo white

Sede operativa:
Viale Don Luigi Orione, 2 - 20132 Milano
Sede legale:
Viale Beatrice d'Este 37 - 20122 Milano
email: europauomo.italy@europauomo.it
pec: europauomo.italy@legalmail.it 
codice fiscale: 97316260153
P.IVA: 13187090967

Resta informato

Resta informato sulle attività di Europa Uomo! Iscriviti alla nostra newsletter periodica!