In Piemonte si lavora a un piano per organizzare la cura del tumore della prostata e di altre patologie in centri accreditati e ad alta specializzazione: è quanto è emerso oggi a Torino nel convegno che ha segnato la quarta tappa del percorso di advocacy di Europa Uomo nelle Regioni italiane.
Torino, 29 settembre - Sarà forse il Piemonte la prima Regione italiana a dotarsi di una rete di Prostate Cancer Units, Unità prostatiche multidisciplinari: la Rete Oncologica ha infatti presentato all’Assessorato della Salute un piano per organizzare la cura del tumore della prostata, e di altre 30 patologie, in centri specializzati, accreditati dalla Regione in base a criteri definiti. Lo ha annunciato oggi Massimo Aglietta, Coordinatore responsabile degli indirizzi strategici della Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta, nell’ambito del convegno “Il tumore della prostata in Piemonte” promosso da Europa Uomo Italia in collaborazione con Novartis.
“L’istituzione di centri multidisciplinari dedicati, insieme all’implementazione di programmi di screening, è uno dei pilastri sui quali si basa una gestione efficace del tumore della prostata e una migliore qualità di vita per chi si trova ad affrontarlo” ha commentato Claudio Talmelli, Presidente di Europa Uomo: “la notizia che presto ogni cittadino piemontese con una diagnosi di tumore della prostata sarà preso in carico da un team multidisciplinare in un centro di cura accreditato dalla Regione apre la strada alla diffusione delle Prostate Cancer Units in tutta Italia e conferisce un valore speciale all’incontro di oggi.”
L’evento ha riunito a Torino pazienti, specialisti, istituzioni e aziende del settore salute per fare il punto sulla situazione del tumore della prostata in Piemonte, partendo dal quadro epidemiologico – che mostra un’incidenza della patologia in aumento – per focalizzarsi poi sui progetti di screening, sulla gestione multidisciplinare dei percorsi di diagnosi e cura fino all’accesso alle innovazioni terapeutiche prodotte dalla ricerca.
Ne è emerso un quadro che presenta molti aspetti di eccellenza, come i progetti pilota di screening del tumore della prostata in atto sul territorio di Torino, la chirurgia robotica per gli interventi di prostatectomia, la specializzazione nella gestione di effetti collaterali delle cure come l’incontinenza o la disfunzione erettile.
Sono state indicate anche alcune criticità: i tempi di attesa per l’esecuzione di esami e terapie non sono sempre ottimali, l’accesso alle cure innovative non è ancora omogeneo sul territorio, la reticenza della popolazione maschile alla diagnosi precoce è ancora diffusa. Tuttavia le istituzioni, nella persona dell’Assessore alla Salute Federico Riboldi e della Presidente della Commissione Cultura Paola Antonetto, intervenuti all’incontro, hanno dimostrato attenzione e sensibilità e hanno espresso la volontà di impegnarsi concretamente per migliorare la prevenzione e la gestione del più diffuso tumore maschile, anche in Piemonte.





